Sistemi di climatizzazione Hotel

Sistemi di climatizzazione Hotel

Nel precedente articolo abbiamo illustrato come il software Supervisore Giano permette al gestore della struttura di impostare, controllare ed amministrare la termoregolazione delle camere e delle aree comuni, allo scopo di diminuire gli sprechi energetici ed aumentare il comfort dell’ospite. Il tutto in maniera trasparente dall’effettivo dispositivo utilizzato in camera per la climatizzazione, con una notevole semplificazione per il gestore.

Approfondiamo ora i tipi di impianti di climatizzazione esistenti, le loro peculiarità e come vengono gestiti da Giano.

Radiatori


Il radiatore è il tipo di impianto di riscaldamento più diffuso in ambito domestico e  caratterizzato dall’elevata inerzia. Dal punto di vista della domotica, il funzionamento del radiatore viene attivato tramite l’apertura di una elettro-valvola (usando una uscita relay).

Dopodiché può essere gestito nei seguenti modi:

  1. Attivazione on/off
    In base allo stato di check-in, stagione ed occupazione camera viene attivata una elettro-valvola che attiva la circolazione dell’acqua nell’impianto. La termo-regolazione viene invece delegata ad una o più valvole termostatiche collegate direttamente ai radiatori/termoarredi interessati. In questa modalità non si ha l’effettiva verifica delle impostazioni utente ma solo una inibizione a monte del condizionamento in determinati stati della camera (impostabili sul supervisore). In questa categoria troviamo anche il riscaldamento a pavimento che mostra una inerzia termica notevolmente superiore a causa della grande massa (il pavimento) da riscaldare.
  2. Termo-regolazione
    La domotica, tramite la sonda del termostato, effettua una vera e propria-termoregolazione dell’ambiente. Solitamente, la forte inerzia del sistema può determinare una oscillazione naturale della risultante temperatura ambiente (che si traduce in un minor comfort per l’ospite).

 

Split tradizionale

Lo split è la scelta più semplice ed economica per dotare le proprie camere di climatizzazione, ed è sicuramente la più diffusa in impianti di piccole dimensioni.

La domotica può gestire lo split in diversi modi, via via più sofisticati:

  1. Inibizione tramite sezionamento dell’alimentazione
    Lo split viene semplicemente spento ed acceso pilotando con un relay della domotica la sua alimentazione principale. Non tutti gli split sono adatti a questo tipo di utilizzo o in grado di tornare allo stato precedente di regolazione, quando riaccesi.
  2. Inibizione tramite standby
    Qualora lo split sia dotato di ingresso standby (tipicamente previsto per collegare il contatto finestra), esso può essere utilizzato per inibirne il funzionamento dalla domotica (sfruttando un’uscita relay).
  3. Termo-regolazione tramite standby
    Consiste nello sfruttare l’ingresso standby precedente per attivare/disattivare il funzionamento dello split fintanto che la camera viene portata in temperatura.  Sostanzialmente il termostato della domotica viene utilizzato come interfaccia utente per la selezione della temperatura di comfort e come sonda, e lo split come attuatore per raffrescare/riscaldare. L’impostazione del set-point sull’unità interna viene effettuata una volta per stagione sul suo valore massimo (relativo alla stagione) tramite telecomando ad infrarossi che dovrà essere rimosso dalla camera.
  4. Comando diretto dello split
    Consiste nel pilotare direttamente le impostazioni dello split attraverso un adattatore (filare o ad infrarossi) che simula il telecomando dell’unità, venendo però comandato dalla domotica. Questa soluzione, per quanto raffinata, richiede costi camera maggiori rispetto alle precedenti.

 

Sistemi VRV/VRF

L’evoluzione degli split tradizionali sono i VRV/VRF, ovvero sistemi di condizionamento centralizzati, e rappresentano un notevole miglioramento in termini di costi di installazione, efficienza energetica e manutenzione dell’impianto. Questa soluzione di climatizzazione è caratterizzata da numerose unità interne gestite da una singola unità esterna. Ogni unità esterna è collegata tramite bus ad un dispositivo di comando centralizzato, chiamato “touch panel” o “gateway”. Esso consente di monitorare e di intervenire sulle singole unità, sia con un pannello o software locale che attraverso un’interfaccia dedicata alla domotica.

Il più evidente beneficio di un sistema centralizzato di climatizzazione è il poter conoscere e comandare in dettaglio, da remoto, ogni singolo stato delle unità: temperatura ambiente, impostazioni, pulizia del filtro, codici d’errore, ecc… ognuno di questi viene mostrato nelle specifiche finestre del software di supervisione Giano. Esistono molteplici produttori di sistemi VRV/VRF, ognuno dei quali con caratteristiche, interfacce e peculiarità che andremo ad analizzare una per una nei prossimi articoli.

Fancoil

Il fancoil, o ventilconvettore, è la parte finale di un sistema di climatizzazione che sfrutta lo scambio termico tra acqua ed aria per termo-regolare un ambiente. Un circuito idraulico trasporta l’acqua riscaldata o refrigerata, la quale, tramite delle elettro-valvole, viene fatta circolare in una batteria di scambio termico (simile al radiatore delle automobili)  per riscaldare/raffrescare l’aria del locale.  Quest’ultima viene fatta confluire grazie ad una ventola.

Il fancoil – che è tuttora la soluzione di climatizzazione più diffusa negli hotel – consiste, dal punto di vista della domotica, in due elementi da controllare separatamente:

  • la/le valvole che attivano il circuito dell’acqua nell’unità;
  • la velocità della ventola che regola la quantità di aria scambiata.

 

Fancoil a 2 tubi

L’impianto idronico più semplice e più diffuso consiste in un solo fluido termovettore circolante che entra nell’unità e che – dopo lo scambio termico – ne esce (per questo definito “a due tubi”). La temperatura del liquido determina la modalità (riscaldamento o raffrescamento) dell’impianto, tipicamente mantenuta per l’intera stagione. Il circolo dell’acqua viene attivato tramite l’apertura di una elettro-valvola, pilotata da una uscita relay della domotica (tipicamente da quella del termostato).

Fancoil a 4 tubi

Quando si rende necessario, nella stessa stagione, poter raffrescare e riscaldare contemporaneamente, occorre trasportare separatamente due fluidi termovettori e quindi controllare il flusso di essi separatamente nel fancoil attraverso due valvole, pilotate da due relay della domotica (tipicamente da quelle del termostato).

Fancoil con motore on-off

La velocità della ventola del fancoil è determinata dalla rotazione del motore, comandata attraverso tre ingressi a 230VAC con comune (velocità minima, media o massima). Naturalmente la termo-regolazione avviene regolando la velocità della ventola in base alla effettiva urgenza di portare la camera in temperatura, ovvero dalla distanza tra la temperatura ambiente e il set-point impostato.

Fancoil con motore brushless

Taluni tipi di motori – detti brushless – sono comandati da una scheda elettronica i cui ingressi per le tre velocità è elettricamente differente da quelli collegati direttamente al motore. Il vantaggio di questo tipo di motore è la bassa rumorosità e la possibilità di girare più lentamente.

Questo genere di fancoil richiede l’utilizzo di una versione specifica di termostato, detta “priva di rete RC” (F-GTR-NRC).

Fancoil con motore 0-10V

Motori brushless più recenti hanno la velocità della ventola comandata linearmente attraverso un ingresso analogico 0-10V.

Per poterli gestire, occorre predisporre i termostati GFP-F-GTR dell’accessorio GFP-DAC che effettua la conversione tra le 3 velocità on/off e il segnale analogico 0-10V.

Interfaccia utente del software

Quali che siano i dispositivi di termo-regolazione utilizzati in struttura, il supervisore hotel Giano è in grado di gestirli e sfruttarne le peculiarità per ottimizzare i consumi e garantire il miglior comfort per l’ospite, come ampiamente dettagliato nel precedente articolo.

Nei prossimi analizzeremo dei case study di interfacciamento con impianti di climatizzazione centralizzati (VRV/VRF).

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